BASC - Benessere Animale per la Salute dei consumatori. Prodotti zootecnici trattati con presidi sanitari naturali

 

Le parassitosi sono una fonte di rischio zootenico, sia per la diminuzione delle produzioni, sia sanitario, per la possibile incidenza di patologie ad esse correlate. L’utilizzo degli antiparassitari di sintesi consente di limitare tali rischi ma implica gravi problemi di farmacoresistenza, alti costi economici e un elevato impatto ambientale.

 

La gestione delle parassitosi basata sull’utilizzo di pratiche sostenibili e integrate, come la rotazione dei pascoli, e varie misure ambientali e gestionali, associate all’utilizzo di medicine naturali. Nella zootecnia che persegue modelli di sostenibilità ambientale, la “medicina naturale” s'inserisce come approccio sanitario di prima scelta per l'assenza di residui, l'approccio globale alla salute e l'approfondimento delle interazioni animale-ambiente-uomo. L’approccio integrato alla gestione delle parassitosi prevede il mantenimento del naturale equilibrio ospite-parassita, e rifiuta l’ottica della eliminazione completa dei parassiti negli animali. Da un lato tale eliminazione è impossibile, nell’allevamento basato sul pascolamento, e dall’altro è dimostrato che la presenza di una bassa carica parassitaria nell’animale contribuisce a limitare la insorgenza di infestioni massive.

 

Il pascolamento costituisce la principale fonte di infestazione parassitaria degli animali, è quindi opportuno limitare la carica infestante dei pascoli. Lo studio dell’ambiente pedoclimatico e dell’ agroecosistema è essenziale per una corretta impostazione dei problemi, in quanto la natura del terreno, la flora e la fauna ambientale, le condizioni climatiche influenzano la presenza delle larve infestanti nell’ambiente.

 

Si individueranno fitocomplessi specifici per le parassitosi provenienti da specie vegetali naturalmente presenti nel bacino del mediterraneo. Si orienteranno i pascoli verso una gestione sostenibile ed integrata, con l’ausilio di turni di rotazione e scelte di specie vegetali che naturalmente abbassano il livello di infezione.

Il progetto BASC si attua sul territorio di tutta la Regione Campania.

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L’allevamento dei piccoli ruminanti in Campania all'aperto è una tecnica che ha registrato una crescente diffusione negli ultimi anni e di particolare importanza perché favorisce la produzione di prodotti di elevata qualità, sia dal punto di vista organolettico che delle caratteristiche nutrizionali, e con uno spiccato legame al territorio di origine. Pertanto, l’impegno a favore del comparto zootecnico è massimo, tant'è che si deve proprio all’Unione Europea il riconoscimento alla Campania tra le regioni indenni dalla malattia vescicolare dei suini, tanto che la Giunta regionale ha istituito il "Centro regionale per il monitoraggio e la gestione dell'agro-ecosistema della Campania", in collaborazione con l’Università di Napoli. Alla luce anche di questo riconoscimento, appare chiaro che la Campania si candida a diventare un modello da esportare sia sul piano della sicurezza che su quello della valorizzazione degli alimenti di origine zootecnica.

 

Il Progetto BASC - Benessere animale per la salute dei consumatori. Prodotti zootecnici trattati con presidi sanitari di origine naturale si articola in n.6 obiettivi principali:

  1. Verranno recepiti ed analizzati tutti i dati inerenti alle problematiche della filiera zootecnica per le parassitosi, con supporto di indagini  territoriali e di mercato, banca dati ISTAT e questionari aziendali ad hoc per intercettare le problematiche fondamentali delle aziende di settore, protagoniste del POI. Sarà redatta una flora etno-veterinaria della Campania con la selezione delle specie ad uso fitoterapico e una valutazione fitosociologica dei pascoli ed orientamento delle comunità vegetali verso prospettive di prevenzione.

  2. Screening preliminare delle attività dei fitocomplessi estratti ed con l’individuazione molecolare delle molecole attive.

  3. Collaudo degli effetti dei fitoestratti individuati, in almeno due periodi stagionali, somministrati agli animali (caprini) e l’allestimento di una prova di collaudo. 

  4. Analisi per la valutazione dei requisiti dei prodotti zootecnici (latte, formaggi) quali le analisi di base, la qualità nutrizionale, il profilo aromatico, la shelf - life e la caratterizzazione chimico-fisica, nutrizionale microbiologica ed organolettica del formaggio.

  5. Produzione nelle aziende di codesti prodotti zootecnici che saranno impiegati nelle giornate divulgative.  Come già specificato in precedenza, l'obiettivo finale di tale fase è definire le potenzialità effettive e la forza delle dei presidi sanitari di origine naturali sia per il benessere dell’animale stesso ma anche per la produzione di prodotti zootecnici ad elevata qualità salutistica per il benessere alimentare dell’Uomo.

  6. L'ultima fase del POI rappresenta il raggiungimento dell’obiettivo complessivo, ovvero la creazione di una filiera zootecnica trattata con presidi sanitari naturali. Tale fase mira da un lato a caratterizzare il trend del ciclo produttivo e quindi dei consumi alimentari ma anche ad incrementare la qualità nutrizionale, organolettica ed economica dei prodotti zootecnici.

Il Progetto permetterà di indentificare un “modellodi filiera zootecnica innovativa per il comparto dei piccoli ruminanti nel territorio campano sia a livello produttivo che economico, garantendo una strategia molto efficace per la valorizzazione delle produzioni autoctone campane e una elevata ricaduta economica.

La metodologia utilizzata per la elaborazione del Progetto BASC prevede:

  • Utilizzo di erbe medicamentose coltivabili in Campania per il trattamento delle ecto/endo parassitosi animali. Per il controllo degli SGI si punta alla sperimentazione di strategie alternative all’uso del farmaco, basate sull’utilizzo di estratti di essenze bioattive ad attività antielmintica e l’impianto di essenze introdotte direttamente nei pascoli naturali.

  • Valutazione dell’effetto degli estratti di fitocomplessi bioattivi sulla qualità dei prodotti. L’impiego di estratti vegetali come fitoterapici per uso zootecnico oltre a rappresentare una possibile alternativa al farmaco di sintesi ed alla farmaco resistenza di patogeni e parassiti supporta le aspettative dei consumatori di cibi sani, con elevate caratteristiche nutrizionali e prodotti in modo sostenibile.

  • Caratterizzazione agronomica  di varietà locali di leguminose foraggere a valenza antielmintica. Fra le strategie per contenere l’uso di antielmintici di sintesi nel settore zootecnico vi è la possibilità di introdurre nella dieta dei ruminanti foraggi contenenti tannini condensati (TC).Alcune leguminose foraggere quali la Sulla (Hedysarum coronarium L.)e la Lupinella (Onobrychus viciifolia L. )sono ricche in TC il cui ruolo nel contenere le parassitosi intestinali è ampiamente riconosciuto. La concentrazione e la composizione dei TC varia molto fra i diversi genotipi.

  • Valutazione economica e sviluppo territoriale relativi alla creazione di una filiera zootecnica trattata con presidi sanitari naturali. 

  • Definizione di un modello produttivo-organizzativo per ciascuno degli areali produttivi regionali in grado di adottare l'innovazione proposta. 

  • Individuazione di una strategia volta al superamento delle barriere tecniche, economiche ed organizzative all'introduzione dell'innovazione.

  • Attività di disseminazione e divulgazione delle attività del progetto.